Nello stimolante intervento di apertura dell’incontro-dibattito dedicato all’horror tenutosi ieri a Palazzo Celestini, lo scrittore ed editore Gordiano Lupi ha ripercorso la storia del genere in Italia. La citazione, fra i molti altri, di
Hanno cambiato faccia, opera prima di Corrado Farina del 1971, è stata l’occasione per una riflessione in controcanto sulla egemonia televisiva del nostro tempo (rigorosamente nazionale), a discapito del richiamo esercitato in passato dal grande schermo.
La serata pubblica ha conosciuto un’appendice privata al Borgo del tempo perso, dove lo stesso Lupi e gli altri due protagonisti dell’evento, il regista sipontino Stefano Simone e il creatore del sito
www.sognihorror.com (autorevole riferimento per gli
aficionados, e non solo, del genere) Emanuele Mattana, si sono intrattenuti con una rappresentanza del social network CinemaDonia e della testata StatoQuotidiano.
Quando sei abituato, il cinema, a consumarlo come un prodotto finito, avere la possibilità di conoscere, toccare e (ammettiamolo) investire di domande chi, il cinema, lo pensa, lo realizza e lo distribuisce, non è un’esperienza meno trascinante del giovane Antoine in fuga verso il mare, mai visto prima, ne
I quattrocento colpi di Truffaut. E’ come se, per qualche ora, passassi – o credessi di farlo, non importa – dall’altra parte, dove si costruisce e si crea, e ne respirassi il coinvolgente clima, emozionandoti al tal punto da sentirti giustificato a parlarne sempre, in avvenire, come una pietra miliare nella galleria permanente dei tuoi “c’ero” (più o meno) cinematografici.
A fine serata, i nostri tre eroi (detto senza virgolettato, in senso assolutamente proprio) si sono generosamente sottoposti a personali
video interviste e, immancabilmente, alla foto di gruppo rituale, a dispetto di una debole illuminazione, che comunque farà molto suggestivamente sgranato anni settanta. Al momento dei saluti Stefano Simone, visibilmente contento, ha profeticamente incoraggiato, con la
vis che lo contraddistingue, a parlare solo di horror a Manfredonia d’ora in poi.
In un certo senso, qualcosa è cambiato da ieri sera. Non so se nuovi circuiti vedranno la luce. Di sicuro, a mio giudizio, qualcuno avrà di che raccontare. Io credo di aver già cominciato, grato a Luigi Starace – a cui si deve l’intuizione coraggiosa di CinemaDonia – e a quanti, come Stefano Simone, nelle incertezze di giorni svuotati si battono per tenere accesi
gli ultimi fuochi.
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